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Il pulpito di Moviola
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Il pulpito di Moviola

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Con l'apertura di questa pagina compio la prima infrazione alla regola che ha una pagina ufficiale, cioè quella di essere fedele espressione della Società che rappresenta e di non pubblicare opinioni personali di chiccessia.

Potrei sempre cercare di salvarmi in corner presentando questo come uno spazio aperto nel quale chiunque può scrivere e salvaguardandone così l'imparzialità, ma non ho intenzione di farlo. Questo non perché mi rifiuterò di pubblicare un eventuale nota non scritta da me (ne sarei felicissimo), ma perché non ho intenzione di nascondermi dietro un ridicolo sdoppiamento della personalità, da una parte il webmaster e da un'altra un più o meno precisato pensatore.

Questa quindi sarà la mia rubrica di commento a quanto è successo quest'anno e a quanto succederà nei prossimi mesi, se qualcuno vorrà fare dei commenti scritti sarò lieto di pubblicarli, se mi verranno fatti orali... mi riserverò il diritto di riferire anch'essi.


15/05/1999 - Ho saputo che il campionato è stato vinto dai nostri vecchi amici dell'Epicentro, Consulta etc... I Paterna & Livi hanno perso alla loro maniera: avevano perso gara 1 e vinto gara 2, quando si sono trovati in svantaggio in gara 3 hanno iniziato ad insultare gli arbitri che hanno sospeso l'incontro dando partita vinta alla Consulta (non mi ricordo come si chiama ora). Ogni commento è superfluo!!!

02/06/1999 - Il progetto che abbiamo presentato al CONI assieme al Liceo Rodolico è stato approvato parzialmente, cioè ci finanzierebbero l'iperbolica cifra di 1 milione. Ovviamente la cosa non avrà seguito, mi permetto da questo foglio di stigmatizzare il comportamento degli organi "competenti" che hanno preso questa risibile decisione. Con che criterio pensano che una scuola statale possa attingere a personale esterno per condurre un'attività didattica che abbia un senso compiuto con una cifra di questo genere? Meglio bocciare il progetto, o forse serviva far vedere che ne sono stati approvati tanti?

02/06/1999 - Il latore della notizia di cui sopra è stato Stefano, per cui ho avuto modo di risentirlo per telefono. Mi è sembrato di percepire ancora una notevole stizza; nonostante il tempo trascorso in chiarimenti di tutti i tipi non riesco ancora a capire cosa abbia da rimproverare e a chi! Io ho vissuto l'allontanamento di Stefano come una mezza sconfitta personale, certo da un punto di vista umano non è stato un bell'episodio, e credo tuttora che al momento opportuno la tanto decantata amicizia abbia fatto cilecca. Incomincio a pensare però che per la squadra forse è meglio così.

03/07/1999 - Eccomi qua, vediamo se alla fine mi riesce parlare del motivo che più di ogni altro mi ha spinto ad aprire questa rubrica, l'allontanamento di Stefano. Già la parola allontanamento è opinabile, Lo stesso protagonista della vicenda avrebbe da ridire, e forse io sono il solo a pensare questo il termine più adatto.

Durante l'anno appena trascorso ho instancabilmente cercato di trovare un modus vivendi per tutti all'ombra dell' A.S. Butchers. Non ci sono riuscito, e devo dire che nessuno ha capito quali erano le mie intenzioni che sono state il più delle volte scambiate per tentativi di riconciliazione verbali.

Io non sono così sciocco da pensare che con i discorsi si potesse ricomporre una divisione profonda come quella che era in atto.

Era chiaro che Stefano non poteva avere da questa squadra ulteriori soddisfazioni in quanto i suoi obbiettivi ed ambizioni erano sostanzialmente diversi da quelli del gruppo. Quello che speravo era di persuadere la maggioranza che in una società sportiva attività parallele sono la norma, non l'eccezione, e che potevamo tranquillamente coltivare ognuno il proprio orticello e la propria passione in sinergia e senza pestarci i piedi vicendevolmente.

L'impegno, la competenza e l'iniziativa di Stefano erano un patrimonio da salvaguardare, come lo sono la voglia di divertirsi e di socializzare tramite lo sport di Massimo e Francesco. Io personalmente, che in campo non ci vado più, preferivo occuparmi della funzione sociale che i Butchers potevano svolgere, e che poteva trasformarsi in occasione di lavoro da non disprezzare, specialmente per alcuni fra coloro che stanno uscendo ora dall'università.

Tutto ciò non è stato possibile, "Per colpa di chi?" (come qualcuno avrà notato questo è il titolo della musica che in questo periodo accoglie il nostro visitatore). Certo un allenatore che avendo un gruppo che si allena e due giocatori (bravissimi) che vengono solo alle partite a giocare 40 minuti cazzia il gruppo che si allena tacciandolo di mancanza di rispetto non si era mai visto nella storia dello sport, secondo me nonostante le nostre ridottissime dimensioni abbiamo davvero battuto un record mondiale. Non ci sono dubbi che il primo a mancare di rispetto e a causare lo scontro sia stato Stefano, ma che dialogo è stato ricercato dagli altri?

"Come allenatore sei 2/3 spanne sopra ciò che siamo, ma come dirigente fai schifo, continua a fare l'allenatore ma io presidente ti dico chi mettere in campo e quanto". Questo secondo me significa "allontanare", con queste frasi integraliste si arriva sicuramente e sempre ad una rottura.

Il comportamento di Stefano era urtante e parzialmente irrazionale, questo a me è parso un evidente sintomo di disagio umano, forse la tanto decantata amicizia avrebbe dovuto indurre ad una riflessione sulle scelte da prendere e sugli atteggiamenti da tenere, ma proprio stasera questa mia idea è stata classificata come "morale cattolica del cazzo" da colui che afferma di "dispiacersi sinceramente per Stefano come persona, che fino a poco fa consideravo un amico".
Stasera mi sono preso anche di "stronzo" perchè ho sostenuto che se Stefano fallisse nel suo proposito di allestire un'altra squadra qualcuno malignamente ne sghignazzerebbe. Forse sono davvero stronzo, ma intanto col raggiungimento del terzo posto in coppa primavera c'è stato un coro a fine partita che mi induce a pensare di aver ragione, e chi poi in un secondo tempo si è "dissociato dal gesto, perchè questo risultato è anche merito suo", oltre ad aver pronunciato una frase che suona come un elogio funebre, con questo buon proposito ha colorato l'episodio come qualcosa di diverso da una naturale rivalità sportiva.

Il gruppo ha continuato, Butchers are still, e questo è un sospiro di sollievo per tutti. Siamo tornati alle origini nella voglia di divertirsi e nell'entusiasmo del dopo partita che stelle del basket con orchestre sinfoniche di inferiorità nella testa avevano fatto dimenticare. Forse siamo tornati alle origini anche nel dinamismo del gruppo dirigente, che ricorda molto quello del GRSD della Parrocchia di S. Ilario a Colombaia.

24/5/2000 - Mi ritiro! Avevo annunciato di voler giocare tutte le partite di questa Coppa Primavera e poi appendere (più che altro formalmente) le scarpette al chiodo.
Non sono riuscito nel proposito essenzialmente per problemi di lavoro, che in queste settimane si è fatto pesante, ma anche perchè ciò che ho visto durante e dopo la partita contro "La Torre" non mi ha invogliato a rigiocare.
Negli anni '80 si perdeva quasi sempre, come d'altra parte succede in questo periodo, ma nessuno manifestava a causa di ciò scoramento, sfiducia o stanchezza. Erano anche periodi più democratici per quanto riguardava la gestione della società e della squadra.
Amo i Butchers, come idea, come tradizione e come persone singole; ho maturato una mia idea di quello che dovrebbero essere o provare a diventare, ma non credo riuscirò a convincere nessuno.
Tanto vale ritirarmi in buon ordine, anche per non farmi venire cattivo sangue.

19/9/2000 - Sento brutti presagi, secondo me quest'anno non ce la facciamo a fare il campionato. La stanca che avevo avvertito alla fine dello scorsa Coppa Primavera stà avendo la meglio. In sè questo non sarebbe un problema, ma bisognerebbe saper gestire la transizione con tranquillità. Spero di sbagliarmi, e spero anche che l'attuale coatch, assolutamente non criticabile secondo il criterio che ho sempre difeso del "chi non fa non falla", cambi impostazione agli allenamenti privilegiando la parte che meglio gli riesce, la preparazione fisica, a quella che non gli riesce affatto, la tecnica di base ed i fondamentali. Il tutto per rendere gli allenamenti più fattivi e divertenti.

10/7/2002 - È stata dura, ma ce l'abbiamo fatta! Dopo due anni in cui non si riusciva a capire chi eravamo e cosa volevamo fare questo anno (decoroso da un punto di vista agonistico) è stato trionfale sotto i profili organizzativo ed associativo.
Mai i Butchers erano stati tanto numerosi agli allenamenti, alle cene ed alle partite, e questo a mio giudizio per una società amatoriale è il parametro più importante.
Volendo trovare un punto debole si deve riconoscere che in questo momento non avremmo le risorse tecniche per proporci a livello cittadino come una nuova società in tutto e per tutto, ancora le ambizioni di Calfurni e Malcontenti non sono realizzabili.
Ora si potrebbe porre il problema delle dimissioni di Fabio, elemento importante di questo anno; ma io credo che, nell'ottica dell'equilibrio e della collaborazione, sia comunque possibile conciliare le esigenze dell'allenatore con quelle della sua mansione.
Un saluto a tutti, ed un sentitissimo grazie per l'affetto con cui mi avete circondato nel triste momento dello scorso aprile.

05/12/2004 - Mi si chiede di pontificare, dopo 18 mesi di silenzio, sulle ultime strabilianti prestazioni dei Nostri

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