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19^ Maratona di Roma
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19^ Maratona di Roma

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Dire che durante la preparazione ho avuto degli imprevisti è riduttivo, il 17 febbraio scorso, a un mese esatto della gara, ho affrontato la Mezza di Scandicci in condizioni precarie a causa di due forme virali prese fra gennaio e febbraio. Pensavo di preparami almeno l'ultimo mese e invece vai con la bronchite!

 



Valutando che malato mai e poi mai avrei potuto completare i 42km ho deciso di stare a riposo fino a che non fossi completamente ristabilito, riprendendo quindi a trotterellare solo 7 giorni fa. Nonostante questo mi sono presentato al via con l'ambizioso obiettivo di stare attaccato al palloncino delle 4 ore. Sapevo che era pressoché impossibile, ma il mio orgoglio di maratoneta amatoriale mi imponeva di provarci.

Clima ideale, miracolosamente spariti durante la notte gli ultimi fischi della bronchite, la musica di Hans Zimmer... (il Gladiatore) e si parte! Benissimo le prime sensazioni, tengo un passo prudente di 5.30, supero i pace maker delle 4 ore al 4°km.
Fino alla mezza nessun problema, ma quando al 24°, superando uno scalino in salita sento una fitta al polpaccio capisco che ci sarà da soffrire.
I problemi arrivano, quasi tutti assieme, dopo il 30°. Gli ultimi 10km sono di gran lunga più lunghi dei precedenti 32, credevo che i problemi arrivassero dalle salite o dai sampietrini ma no, i problemi erano tutti nelle gambe non allenate.
Gestendo il fisico e la sofferenza arrivo al traguardo in 4h 18' e spiccioli, stanco il triplo rispetto alle 5 precedenti maratone.

Era diverso tempo che volevo verificare cosa significa correre una maratona 'per caso', cioè improvvisandola senza preparazione. Bè, ora lo so, quello che succede è scientifico: si cede quando è previsto che si ceda.
La maratona non si improvvisa, la si costruisce. Almeno per un vecchietto come me.

E' stata comunque una interessantissima gita con la famiglia, una bella esperienza quella di aver dato il massimo quando avevo poco da dare, e sono orgoglioso di aver portato a termine la 19^ Maratona di Roma, nonstante tutto.

Come dice Matt Damon rispondendo a Morgan Freeman in Invictus: "..non si è mai al 100%!"

Di seguito alcune foto.

Il nostro vessillo nella città eterna



Io che arranco al 36° km


Il volto all'arrivo 

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