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Dal luglio del 1981 ad oggi molti giocatori sono transitati
nelle nostre file: alcuni hanno lasciato un pallido ricordo,
altri una traccia molto piu' incisiva. Spesso questi ultimi sono
ancora in contatto con il gruppo e partecipano ai nostri ritrovi
extra agonistici, altri invece si sono allontanati e
difficilmente capita di risentirli.
Uno dei motivi per cui e' stato
allestito questo sito e' proprio quello di permettere ai
Butchers "in sonno" di poter avere nostre notizie e sentirsi
comunque ancora parte del gruppo.
In questa sezione vengono presentati brevi ritratti di amici
che non sono nella squadra di quest'anno e che per motivi di
sinteticita' non sono stati ricordati nella pagina relativa alla
storia dei Butchers. L'ordine in cui gli amici vengono citati e'
puramente casuale, apro con Giuliano solo perche' dal Guatemala
dove attualmente vive (e lavora?) mi ha esplicitamente
redarguito.
Giuliano Bosi
Arrivo' nei Butchers nel 1994, verso la fine del campionato
insieme a Ciprotti. Ciprotti sapeva giocare, lui no, era uno dei
giocatori piu' sciamannati che la squadra avesse mai annoverato
nei propri ranghi. Si distingueva per due cose: il grande
dinamismo atletico, e il fascino che esercitava sulle donne.
Probabilmente e' stato il giocatore che e' migliorato
maggiormente nella nostra storia, e se e' vero che aveva grandi
margini e' anche vero che prima di partire per il Guatemala era
diventato play-maker di riserva e ala titolare. Un esempio di
come si puo' conciliare la serieta' con lo spirito amatoriale.
Marco Ottanelli, Sandro Biagiotti e
Tiberio Spinelli
Chi scrive non si ricorda esattamente quando iniziarono a
giocare nei Butchers, forse intorno al 1984. Furono per 4 o 5
anni elementi fondamentali del gruppo, Tiberio per 2 anni svolse
anche la mansione di presidente. Un giorno decisero di lasciare
la squadra per fondarne un'altra, ci rimanemmo tutti male e a
poco valsero i tentativi di rimanere in buoni rapporti. Anche se
quasi nessuno trasse da quell'episodio valutazioni ed
inopportuni giudizi personali, non e' stato fino ad ora
possibile ricomporre quella che fino ad oggi (e purtroppo forse
solo per poco) e' stata l'unica triste vera frattura all'interno
dei Butchers.
Il primo quintetto base dei
Butchers, allora ancora S. Ilario, era composto da Centola play,
Boschi guardia, Perretti ala e Landini pivot. Il quinto elemento
(per dirla come Luc Besson) variava, e fra le variabili c'era
anche Mecatti. Tutti costoro occupano senza dubbio un posto di
assoluto rilievo nella nostra storia, l'unico rammarico furono i
risultati, che tutt'oggi ritengo inferiori alle potenzialità di
quel gruppo, non irresistibile certo, ma tecnicamente molto più
dotato di altri partecipanti ai tornei UISP degli anni '80 .
Mauro Perretti
Ottimo realizzatore e rimbalzista, dotato anche di un buon
palleggio era il punto naturale di conclusione di tutte le
nostre azioni corali. Aveva uno strano modo di evitare le
stoppate, tirando sporgendosi all'indietro, peraltro con ottime
percentuali. Calfurni provò ad imitarlo, ma chissà perchè tutti
definirono il suo un tiro 'a bradipo'; forse la velocità di
esecuzione non era la stessa. Memorabile il tiro di Mauro che
all'ultimo minuto ci diede la prima vittoria della storia contro
il Variety.
Alessandro BoschiAlessandro
invece era il punto naturale di conclusione di tutte le nostre
azioni personali, grande grinta e dinamismo sorretti da
un'ottima tecnica personale e da un buonissimo tiro ne hanno
fatto uno dei migliori Butchers di sempre. Sempre pericoloso in
attacco e presente in difesa fu per anni il nostro miglior
realizzatore. Piero Paterna provò più volte a portarcelo via,
rimbalzando sempre; Alessandro non era uno che giocava con noi,
era ed è uno di noi.
Filippo LandiniInsieme a
Bosi il giocatore che, cresciuto nelle nostre file, ha avuto i
miglioramenti più evidenti. Era di fatto l'unico lungo di una
squadra che doveva sempre rendere troppi centimetri agli
avversari. Il grande agonismo che lo contraddistingueva (e che
lo contraddistingue) e la sua buona struttura atletica, uniti ad
una tecnica scarna ma efficace ne facevano un elemento
insostituibile. A causa della corporatura longilinea subì molti
infortunii, che alla lunga lo costrinsero ad abbandonare.
Stefano CentolaPlay maker
fortissimo, per togliergli il pallone bisognava sparargli, nei
suoi anni migliori dotato di un tiro devastante e capace di
entrate funamboliche. A volte anche troppo difficile da capire
in alcune sue intuizioni, i suoi passaggi finirono a volte agli
avversari o sul viso dei compagni di squadra. Fermato da gravi
problemi respiratori assunse ruolo di allenatore con risultati
fino ad allora insospettabili per il gruppo. Se ne è andato alla
fine delle scorso campionato sbattendo la porta, dopo un
continuo degenerare dei rapporti interni al gruppo. E' ancora
troppo difficile commentare questo distacco, comunque molto
doloroso. Io la mia l'ho detta nella rubrica Il pulpito di
Moviola, ma sono certo che ognuno ha un'opinione diversa
e certamente fondata.
Stefano Mecatti E' stato
il primo playmaker dei butchers, nonchè socio fondatore con
Landini, Calfurni e Pelizziari. La tecnica, la velocità ed il
tiro non erano poi eccelsi, ma la personalità era e rimane
grandissima. Smise per gli stessi motivi di Francioni, Ugolini e
Pietrini.
Angelo Malcontenti
Lo conoscemmo intorno al 1985, diceva che sapeva giocare a
basket, ma forse non ha mai trovato il modo di dimostrarlo.
Grandissimo chiacchierone, ci convinse a nominarlo
allenatore& tutt'oggi mi scappa da ridere al solo
pensiero!!!
Angelo e' molto simpatico ed e' un grandissimo cuoco, la sua
presenza alle cene sociali e' richiestissima per rallegrare lo
spirito e gratificare il palato di tutti.
Gustavo De Santis
Breve
ed eroica apparizione, dal 1996 al 1997, un esempio di come a
volte integrarsi in un gruppo e' solo questione di feeling.
Lavorando fuori Firenze veniva ad allenarsi solo il venerdi',
ricordo ancora quando la moglie lo prese follemente in giro
perche' lo sorprese al telefono balbettante all'allenatore
qualche giustificazione per non mi ricordo quale assenza ad una
partita. Ha dovuto smettere per un brutto infortunio al
ginocchio ed e' stata una gran perdita non averlo presente agli
allenamenti ed alle partite.
Lorenzo Francioni , Ezio Ugolini e
Claudio Pietrini (PEO)
Lorenzo
ed Ezio furono compagni della prim'ora, si aggregarono subito al
nucleo dei soci fondatori. Ezio aveva la statura (solo quella)
del giocatore di basket, di Lorenzo e' tuttora viva nella mente
dei piu' anziani la scena di lui che imparava il terzo tempo:
forse l'immagine piu' comica nella storia dei Butchers. Peo
invece inizio' come avversario nelle primissime partite
amichevoli giocate nel campo all'aperto della parrocchia di S.
Ilario. Era un ottimo tiratore in allenamento, meno nella
tenzone agonistica. Malcontenti quando era allenatore disse che
in partita si creava uno psicodramma fra Peo ed il pallone.
Questi tre carissimi amici hanno smesso per motivi familiari.
Non tutte le mogli sono come la signora De Santis!!!
David Leoni e Nicola Ciprotti
I due filosofi della squadra, sono davvero degli ex? Non
proprio. Certo non scendono più in campo, e di loro ci sarebbe
anche bisogno, ma sono sempre alle cene e non si sono dileguati
come è successo ad altri. L'ingresso di David nelle nostre file
è remotissimo, per lunghi anni la sua presenza ha rappresentato
il punto di rifrimento della squadra sotto canestro. Dotato di
buona tecnica e velocità, di una discreta elevazione (i famosi
"salti pazzeschi"!) col tempo si è un po' appesantito ed è
entrato nella parabola discendente. Forse la linea di
demarcazione fra il David leader sotto canestro e quello
panchinaro è stato il famoso tentativo di autocanestro mal
riuscito in quel di... non me lo ricordo, un posto poco dopo
Pontassieve. Diverso il discorso per Nicola, che seppur
arrivato più tardi si è ritagliato un discreto spicchio di
gloria guidando la squadra come playmaker nel vittorioso
campionato 1997/98. Tecnicamente dotato, amava tantissimo il
contatto fisico, al punto da chiedere di giocare vicinissimo al
canestro nonostante la sua stazza non fosse forse adeguata e
dove certo non dava il meglio di se. Forse è per questo che più
che ai Butchers è stato sottratto al basket dal rugby,
che meglio si confaceva a questa sua necessità di lotta
fisica.
Su Nicola abbiamo anche ricevuto
posta da una delle sue tante ammiratrici, la quale ci invita a
pubblicare (cosa che facciamo volentieri) il suo punto di vista:
"Nicola, seppure arrivato all'inizio del 1994, ha fatto a
tempo a diventare uno dei più grandi butcher di sempre. A causa
della prolungata assenza di Roberto Muncibì, Nicola si è portato
la squadra sulle spalle in due stagioni consecutive, 1996-97 e
1997-98. Sebbene infatti le stelle ormai fossero altre, Nicola è
stato il playmaker di quella eccellente squadra, e, nel bene e
nel male, l' ha guidata a due campionati regionali consecutivi
(nel male, in particolare... ricordate Pistoia?). Nel secondo
campionato in questione, in realtà, Nicola giocò solo le partite
dei regionali, contribuendo comunque in modo fondamentale al
traguardo più elevatomai raggiunto dai Butchers, i quarti di
finale del campionato toscano. Quel giorno però, senza Gaspare,
nemmemo lui potè tanto..."
Gaspare Nardella
Certamente il nostro più forte giocatore di tutti i tempi,
grande amico, umilissimo in allenamento, dava consigli anche ai
giocatori che meno erano impiegati in partita, la sua generosità
lo portava a sostenere che la crescita della squadra era stata
tale da garantire risultati anche senza di lui... magari! Un
brutto incidente al ginocchio lo ha fermato all'inizio della
scorsa stagione, e da allora chi scrive non ne ha più notizie.
Spero tantissimo che abbia ripreso con il basket ad un livello a
lui più consono.
Ultimo aggiornamento 3/11/99 |